Il primo luglio 2025 è entrato in vigore il Regolamento UE 2024/3110 relativo ai prodotti da costruzione, che apre una nuova fase per il comparto edilizio, rendendolo più trasparente, più digitalizzato e anche più sostenibile. 

Lo scorso 13 giugno il Regolamento (UE) 2024/3110 relativo ai prodotti da costruzione è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Un testo atteso da anni che sostituisce di fatto il Regolamento (UE) n. 305/2011, aprendo la strada a una nuova fase per il settore edile.
L’entrata in vigore dello scorso primo  1° luglio 2025 ha dato l’avvio ad un periodo transitorio che culminerà nel 2039, durante il quale vecchie e nuove disposizioni coesisteranno, per consentire una graduale implementazione anche da parte dei piccoli operatori. 

Fra le diverse novità introdotte, una delle più rilevanti riguarda l’obbligo di dichiarazione delle prestazioni ambientali dei prodotti da costruzione, elemento che cambia in modo radicale le modalità attraverso cui i prodotti vengono progettati e commercializzati nel mercato unico europeo.
Vediamo meglio insieme perché. 

La dichiarazione obbligatoria delle prestazioni ambientali

Il nuovo regolamento introduce l’obbligo, per i produttori, di fornire informazioni ambientali dettagliate e standardizzate sui prodotti da costruzione.
È bene specificare che si tratta di un requisito che non riguarda esclusivamente la fase di produzione, ma l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla fase di estrazione delle materie prime fino allo smaltimento a fine vita.

L’obiettivo è quindi duplice:

  1. Ridurre l’impatto ambientale dell’edilizia — uno dei settori più energivori e impattanti in Europa
  2. Permettere una scelta consapevole da parte di progettisti, imprese e consumatori, attraverso informazioni comparabili, trasparenti e verificabili.

Sulla base dell’introduzione di queste novità, i fabbricanti saranno quindi tenuti a integrare le informazioni nella documentazione tecnica obbligatoria del prodotto, allineandosi con gli obiettivi del Green Deal europeo e della strategia per un ambiente edilizio sostenibile.

Qual è il ruolo della Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD)?

Uno degli strumenti che risponde pienamente alle richieste del nuovo regolamento è la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD).
Una certificazione volontaria, ma già oggi ampiamente utilizzata per soddisfare i Criteri Ambientali Minimi (CAM), accedere agli appalti pubblici e ottenere crediti nei protocolli di sostenibilità (come LEED o BREEAM).

L’EPD permette di fornire dati ambientali oggettivi, verificati da terze parti, secondo le norme UNI EN ISO 14025 e UNI EN 15804. Diventerà quindi uno degli strumenti più utili e diffusi per ottemperare agli obblighi informativi del nuovo regolamento.

Abbiamo approfondito il ruolo dell’EPD e il processo per ottenerla, in questo articolo

Le altre novità del Regolamento 2024/3110

Oltre all’obbligo ambientale, il regolamento introduce altre importanti novità che riportiamo in elenco:

  • La Dichiarazione di PRESTAZIONE (DoP) diventa Dichiarazione di Prestazione e Conformità (DoPC): oltrealleprestazioni del prodotto in relazione alle caratteristiche essenziali, ilfabbricante è obbligatoa dichiarareanche la conformità del prodotto ai requisiti ambientali, funzionali e di sicurezza applicabili
  • Passaporto digitale del prodotto (DPP): una banca dati online, standardizzata a livello UE, che raccoglierà tutte le informazioni obbligatorie del prodotto (comprese quelle ambientali), facilitando la tracciabilità e la trasparenza lungo la filiera
  • Maggiore responsabilità degli operatori economici: importatori, distributori e installatori dovranno garantire che i prodotti immessi sul mercato siano conformi ai nuovi requisiti e adeguatamente documentati
  • Valutazione di conformità più flessibile: sono previste procedure semplificate per le PMI e per i prodotti personalizzati o non seriali, con l’obiettivo di favorire l’accesso al mercato senza compromettere la sicurezza
  • Maggiore enfasi sulla durabilità e riparabilità: la normativa spingerà i produttori a progettare materiali più longevi e compatibili con modelli di economia circolare.


Il Regolamento (UE) 2024/3110 rappresenta un cambio di paradigma per il settore delle costruzioni, spingendo il mercato verso prodotti più sostenibili, tracciabili e digitali.
L’obbligo di dichiarare le prestazioni ambientali è una novità significativa, che premierà le aziende capaci di investire in trasparenza, qualità e innovazione.

Per le imprese, si tratta di un’opportunità strategica: non solo per garantire la conformità normativa, ma anche per posizionarsi come attori responsabili nella transizione ecologica dell’edilizia europea.

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